a un amico che si chiama dio.
rabbia: perchè ci ho messo la testa,ed anche se melenso,banale,terribilmente adolscenziale,ci ho messo anche il cuore.sono arrabbiata perchè se non conosco parole per descrivere questo momento,allora di parole non ce ne sono,quindi non c'è soluzione,ne consolazione.
delusione:perchè sono io a decidere quando la vita deve fuggirmi di mano,e questo non l'avevo previsto.non era in conto perdere la stima,smettere di crederci,non essersi accorti prima che assumersi la missione di insegnare la gioia,è un obiettivo estenuante.ben lontano dall'amore.
delusa perchè ho spremuto il sangue da una rapa,e mi sono fatta male.mi sta bene.
apatia:perchè si prova e si riprova,nel nome del padre,del figlio,si cade,ci si rialza,si soffia via la polvere dallo spirito e si va avanti,con un sorriso,mille,un milione di volte,ancora e ancora e "capita a tutti","ho solo perso di vista l'obiettivo",la consapevolezza che ne vale ancora la pena.
ma la pena,ad un certo punto non la vale più.la certezza del fango.perchè infondo si sà di non esser così ADULTI&MATURI da prendersi su il proprio fardello di respinsabilità ed amici come prima.umani.perchè è nella nostra natura farci il più male possibile,sputarci veleno.perchè soffrire è quasi più dolce per la vittima che per il carnefice.ed allontanare un ricordo fallito è più sopportabile di un abbandono.non pensarci per niente,nel mio caso,lascia cicatrizzare un pò.
unemozionechenonsospiegare:perchè chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto.ed io ho fatto entrambi.l'ho fatto con gioia e senza rimpianto.anche se non immagino più il profilo dei figli che avrei voluto,o il ricordare insieme quella o quell altra cosa ancora.e se l'hai fatto per me,io l'ho fatto per te anche se non lascia traccia.la sofferenza non rende meno virili,le parole a volte creano voragini,ma il tempo cura anche quelle,o forse no,non lo so,ma di vita non si muore,la vita non muore.e se muoio,allora senza rimpianti e amici più di prima.
delusione:perchè sono io a decidere quando la vita deve fuggirmi di mano,e questo non l'avevo previsto.non era in conto perdere la stima,smettere di crederci,non essersi accorti prima che assumersi la missione di insegnare la gioia,è un obiettivo estenuante.ben lontano dall'amore.
delusa perchè ho spremuto il sangue da una rapa,e mi sono fatta male.mi sta bene.
apatia:perchè si prova e si riprova,nel nome del padre,del figlio,si cade,ci si rialza,si soffia via la polvere dallo spirito e si va avanti,con un sorriso,mille,un milione di volte,ancora e ancora e "capita a tutti","ho solo perso di vista l'obiettivo",la consapevolezza che ne vale ancora la pena.
ma la pena,ad un certo punto non la vale più.la certezza del fango.perchè infondo si sà di non esser così ADULTI&MATURI da prendersi su il proprio fardello di respinsabilità ed amici come prima.umani.perchè è nella nostra natura farci il più male possibile,sputarci veleno.perchè soffrire è quasi più dolce per la vittima che per il carnefice.ed allontanare un ricordo fallito è più sopportabile di un abbandono.non pensarci per niente,nel mio caso,lascia cicatrizzare un pò.
unemozionechenonsospiegare:perchè chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto.ed io ho fatto entrambi.l'ho fatto con gioia e senza rimpianto.anche se non immagino più il profilo dei figli che avrei voluto,o il ricordare insieme quella o quell altra cosa ancora.e se l'hai fatto per me,io l'ho fatto per te anche se non lascia traccia.la sofferenza non rende meno virili,le parole a volte creano voragini,ma il tempo cura anche quelle,o forse no,non lo so,ma di vita non si muore,la vita non muore.e se muoio,allora senza rimpianti e amici più di prima.

